giovedì 9 maggio 2013


BOCCACCIO '70 (I,1962)
DI VITTORIO DE SICA,MARIO MONICELLI,LUCHINO VISCONTI,FEDERICO FELLINI
Con SOPHIA LOREN,PEPPINO DE FILIPPO,TOMAS MILIAN,ROMY SCHNEIDER.
COMMEDIA
Quattro episodi,come era costume all'epoca,che però in questo caso sono veri e propri minifilm,anche per il minutaggio corposo (tre quarti d'ora,mediamente),sugli italiani e il sesso,in chiave autoriale,anche se,va detto,non tutti i quattro grandi registi coinvolti nell'operazione fanno del loro meglio.Risaputo,certo,che in una pellicola di questo genere solitamente la riuscita è altalenante,e tuttavia è uno dei film costruiti a segmenti cui l'impegno si nota maggiormente.Però,per quanto gli incassi abbiano pagato l'impresa,a livello critico non c'è di che esaltarsi troppo.Visioni notturne che fanno il paio con un bigottismo represso e covante voglie altrimenti normali,una mercificazione della Donna,la quale però la spunta sulla mentalità zotica che la circonda,le insulse baruffe capricciose di una coppia agiata e immatura,l'innamoramento di due ragazzi dell'epoca che,in nome del "farsi un futuro",annullano progressivamente gli slanci sentimentali e la buttano sul pratico a rischio di inaridirsi.Spesso l'episodio felliniano,con il severo dottor Antonio in lotta con le proprie tentazioni e le curve notevolissime di Anita Ekberg,viene citato come uno dei più felici di "Boccaccio '70",ed è vero che mostra la mano maliziosa e sardonica del regista riminese,ma soffre un'eccessiva dilatazione che alla lunga stempera la natura mordace del soggetto,mentre quello di Visconti ha il privilegio della bellezza ammaliante di Romy Schneider e della classe interpretativa di Romolo Valli nei panni di uno scafato avvocato,ma si perde in una solfa di ciance gratuite e di poco sugo,per deplorare,in ritardo,la fatuità di certi ambienti "bene".E se l'episodio di De Sica ha forse più di tutti gli altri,in sè,la cifra delle novelle boccaccesche,con la donna bella,desiderata e scaltra da evitarsi il far quello che non vuole,con qualche motivo di moderato divertimento,colpisce l'intelligenza di Monicelli ad anticipare la perdita di quello che attrae due esseri umani l'uno verso l'altro,il desiderio,l'amore,la passione e la tenerezza,a favore di calcoli e senso pratico che da un lato possono garantire forme di benessere ma spoetizzano e rendono meno umane le società e i giovani che mettono su famiglia e fanno  scelte sul proprio futuro.

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