domenica 15 dicembre 2013


ENDER'S GAME (Ender's game,USA 2013)
DI GAVIN HOOD
Con ASA BUTTERFIELD,Harrison Ford,Viola Davis,Ben Kingsley.
FANTASCIENZA
Quasi trent'anni per passare dalla pagina allo schermo,per il romanzo fantascientifico "Il gioco di Ender",di Orson Scott Card,nel quale si immagina che in un futuro imprecisato,per controbattere l'offensiva di alieni insettiformi ci si debba affidare alle capacità di un ragazzo scelto come un Eletto dalla sorte e dalla genetica:progetto ambizioso,in un momento in cui la fantascienza si sta lentamente riappropriando dello spazio che le appartiene nel mondo del cinema.L'operazione è stata messa nelle mani del sudafricano Gavin Hood,già autore del primo spin-off di "Wolverine",e il cast pullula di nomi pesanti,in ruoli importanti ma non principali,vedi una superstar come Harrison Ford  che interpreta l'alto ufficiale-mentore del giovanissimo protagonista,l'Asa Butterfield visto in "Hugo Cabret"."Ender's game" risulta essere un film assai strano,che suscita reazioni difficili da prevedere:per la maggior parte della pellicola,si prova la sensazione di star assistendo a  una versione per ragazzi,meno sarcastica e più seriosa,di "Starship Troopers",meno violenta,ma più o meno su quel registro,con una retorica fascistoide,in cui si insegna alle giovani generazioni di non aver pietà di qualsiasi essere ostile si pari davanti,che la Natura sceglie chi va soppresso,e chi no,e su tutto vige un'etica marziale abbastanza sinistra.Fortunatamente,ed è il vero messaggio della storia,negli ultimi minuti lo scenario si ribalta,fino a far constatare che i veri "mostri" sono gli adulti e la loro logica sedicente "necessaria",crudele e inumana:vi si può leggere una severa critica alla politica molto occidentale,e,soprattutto americana,delle bombe atomiche sul Giappone,della guerra preventiva a Afghanistan e Iraq,e via snocciolando le sanguinose imposizioni in nome della "pax" per proteggere un sistema.In un finale toccante,l'empatia con un nemico,fino ad allora non visibile (è una tattica per rendere meno coinvolto chi deve attaccare)con il quale si può comunicare anche con un solo sguardo,dà tutto un altro senso ad un film non facile nè accattivante,ben curato a livello scenografico e come effetti speciali,che non fa abbandonare la visione rasserenati.

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