sabato 1 settembre 2012


COM'E' BELLO FAR L'AMORE (I,2012)
DI FAUSTO BRIZZI
Con  FABIO DE LUIGI,CLAUDIA GERINI,Filippo Timi,Giorgia Wurth.
COMMEDIA
Annunciato come "Sex Comedy 3D",ha visto il titolo cambiare forse per non essere troppo esplicito,ma,nonostante il tema sia quello di una coppia ancora piuttosto giovane,che non riesce a ritrovare l'intesa nel talamo,e con l'aiuto di un amico della sposa che fa la pornostar,e di una di lui collega,venga compiuto un riavvicinamento,c'è da stare assai tranquilli,riguardo a moralismi vari.La commedia di Fausto Brizzi è,al solito,annacquatissima,stinta,senza mordente nè verve,meno che mai audace:in scena anche bambole gonfiabili,giochini erotici vari,pure un locale con burlesque e stanza per scambi di coppie,ma il lato sentimentaloide è in agguato e prende il sopravvento quasi da subito,compresa l'altra coppia adulta che divorzia perchè da amanti i due coniugi funzionano meglio, ed il figlio di De Luigi e della Gerini,che si innamora regolarmente dell'amichetta con cui intrattiene pomeriggi nel letto.In un'esaltazione perpetua di momenti sottolineati da un pianoforte ruffiano in cui si celebra,una volta di più,l'estasi della coppia e della famiglia,una girandola fiacchissima di eventi che vorrebbero essere scoppiettanti,ed invece risultano uggiosi,con un livello recitativo abbastanza avvilente:De Luigi al cinema non dispiace al pubblico,ma non possiede i tempi idonei,pur essendo simpatico,la Wurth sembra una versione con parrucche multicolorate della Lory Del Santo di "W la foca",la Gerini e Timi,altrove molto apprezzati,non risultano mai credibili nei propri ruoli.Non così remunerativo come preventivato,il film ha comunque realizzato buoni incassi,piazzandosi tra i primi venti della stagione 11/12:Brizzi non si scosta dalle sue formulette,al suo lieto fine anticipatissimo,senza mai divertire davvero,senza suscitare una risata degna di tale nome.Dimenticabilissimo e con belle dosi di noia,il suo cinema è inspiegabilmente premiato dal pubblico.

giovedì 30 agosto 2012


IN NOME DELLA LEGGE (I,1948)
DI PIETRO GERMI
Con  MASSIMO GIROTTI, Jone Salinas,Charles Vanel,Saro Urzì.
DRAMMATICO

Titolo "storico" per quanto anomalo nella cinematografia italiana:ovvero,un film di impegno civile,drammatico,che parla di gravi problemi d'Italia,ma girato come se fosse un western,e per di più senza rendersi ridicolo.Quasi a livelli fantascientifici,ma Germi era avanti,e riusciva anche a fare queste cose. Un giudice tutto d'un pezzo,che si scontra con un mondo ostile,muri di bocche serrate,i poteri del luogo che si scontrano e pretendono strada libera per mettere in pratica i loro voleri:anni prima di molti,il futuro regista di "Signore e signori" e "Alfredo Alfredo" aveva capito molto della mafia,e di come agisce a vari strati e livelli.Il taglio "americano" snellisce e rende fluida l'argomentazione,giungendo ad un passo dal neorealismo,ma,con la doppia presa di posizione finale,prima in un senso,poi in quello contrario,ancora più "fordiano".Un pò rigido Girotti nel ruolo dell'eroe positivo,facce che non si dimenticano tutt'intorno,nomi di peso quali Charles Vanel e Saro Urzì in parti importanti:"In nome della legge",stringato e avvincente,rimane una pellicola fuori dagli schemi,in anticipo sui tempi e preziosa.L'omertà,la connivenza,il saltare regole e legge,il rifiuto dello Stato sentito come invasore,sono tutte cose ben descritte da sceneggiatura e regia,contrappuntando il tutto con un uso delle musiche efficace e tonico.

mercoledì 29 agosto 2012


PROSPETTIVE DI UN DELITTO
(Vantage point,USA 2008)DI PETE TRAVIS
Con DENNIS QUAID,WILLIAM HURT,FORREST WHITAKER,Matthew Fox.
AZIONE/THRILLER
 Il thriller a sfondo politico ha avuto il suo apice nel ventennio '60/'80,anni di gran fervore,cambiamenti storici decisivi,trame e complotti orditi su larga scala,e purtroppo,a volte,la realtà che supera la fantasia,vedi i delitti dei due Kennedy,Moro,King."Prospettive di un delitto" si riallaccia alla tradizione che ha visto John Frankenheimer e Sidney Lumet tra i migliori registi specializzati nell'unire suspence e teoria politica e sociale:un attentato al presidente degli USA in terra europea,la Spagna nel caso,rivisto e ripensato da otto punti di vista diversi,tra agenti della sicurezza,attentatori,e pure la vittima designata.Il film innesca il ri-montaggio con nuovi dati e particolari diversi per dare allo spettatore la possibilità di leggere gli eventi e riassettarli tra memoria e ragionamento:in effetti,un paio di escamotages sono percepibili dallo spettatore esperto,e tuttavia "Prospettive di un delitto",preso come giallo d'azione,tiene desto il pubblico e azzecca la dose di pathos immessa nel racconto.Certo,a guastare la festa arriva il sempiterno,inespugnabile atto di fiducia nell'America unica angelo salvatore di se stessa e del mondo:in un'ora chi ha compiuto l'attentato,tra l'altro con un piano assai intricato e non semplicissimo,conosce la riscossa della Giustizia,e se gli europei traccheggiano,i super-agenti statunitensi ricompongono il puzzle e,anche con l'aiuto di un pò di buona sorte,sciolgono i misteri e riescono a cogliere i colpevoli.Strategicamente,non credo sia una buona idea,in una città in cui è visibile una forte ondata anti-Stati Uniti,far sì che il presidente tenga un comizio in una piazza "chiusa",ma naturalmente grazie a intelligence e disponibilità all'azione immediata,molto del thriller si risolve in una sostanziale lode all'efficienza tutta patriottica,che sciupa un pò diverse buone cose viste fino ad allora.Diretto dal futuro regista del nuovo "Dredd",è montato agilmente,ben fatto,tutto sommato,ma tradisce un pò di aspettative nate durante la visione in una catarsi finale anche troppo ottimistica.Tra gli interpreti,si distinguono un freddo William Hurt,un teso Forrest Whitaker,ed un grintoso Dennis Quaid. 

IL CITTADINO SI RIBELLA (I,1974)
DI ENZO G.CASTELLARI
Con FRANCO NERO,Giancarlo Prete,Barbara Bach,Renzo Palmer.
AZIONE/DRAMMATICO
Tra "Polizie impotenti",e "gente che vuole Giustizia" (un pò taglionesca,c'è da dire...),c'è posto anche per "Il cittadino si ribella" nel B-Movie anni 70 che oggi ha fior di rivalutatori:il genere alla fine ha colpito nel segno,ci sono generazioni cresciute a suon di iniezioni televisive di azioni spericolate di Fabio Testi,Maurizio Merli,Luc Merenda e Giuliano Gemma e dei loro scontri con criminali spietati e particolarmente sanguinari e depravati. Anche Franco Nero è da considerarsi tra i portabandiera del genere,pure se,va detto,che spesso ha cercato di fare film migliori,non sempre riuscendoci.Nel film in questione,alle direttive dello scafato Enzo G.Castellari,comunque uno dei più abili a dare ai propri lavori un respiro che abbia un minimo di internazionalità,è un borghese che rimane coinvolto in una rapina a Genova,preso in ostaggio da una banda di delinquenti e malmenato,per essere rilasciato poco dopo:diventa una personale ossessione vendicarsi del maltrattamento subito,e vuole naturalmente rendere pane per focaccia ai farabutti che imperversano per la città,e congegna un piano non semplice,che lo rivedrà,per un errore di valutazione,nuovamente nelle grinfie dei malviventi.Fino all'inevitabile bagno di sangue finale.A livello di verosimiglianza,siamo un passo avanti rispetto a numerose produzioni similari,il protagonista subisce più danni del solito,anche se senza arrivare alle uccisioni o stupri di familiari spesso praticate dai "cattivi" di questi film:però è chiaro,il messaggio è quello di una sfiducia nello Stato totale,di una Pubblica Sicurezza che non agisce o è lenta,e tanto vale armarsi e togliere dal mondo certa gentaglia,facendo così un inaspettato favore alla collettività.Nero ci mette una passività che rende abbastanza credibile il suo personaggio,una rabbia frustrata che valorizza il suo ritratto di cittadino furioso,e gli è buona spalla Giancarlo Prete,altro caratterista non disdicevole.Però siamo ad un livello abbastanza inaccettabile di anarchia destrorsa,e comunque socialmente pericolosa,da Far West all'amatriciana,anzi,al pesto,data l'ambientazione,e c'è pure qualche punto morto nel racconto che rallenta il film non poco.

martedì 28 agosto 2012


SHREK:E VISSERO FELICI E CONTENTI
(Shrek forever after,USA 2010)
DI MIKE MITCHELL
ANIMAZIONE
FIABA/AVVENTURA
L'impatto di "Shrek",con la sua comicità senza riguardi e la trasgressiva parodia falsamente volgare del mondo delle favole animate di scuola disneyana,ha cambiato,di fatto,il cartoon.I primi due capitoli,con un citazionismo sfrenato di cinema anche con attori,una verve agguerrita che galoppava indomita,azzeccando spesso nuovi innesti e rovesciando i clichès degli standard,per altro splendidi,dettati dalla casa dello zio Walt,sono delle perle:cominciò a cedere con il numero tre,abbastanza gratuito,bolso e senza gran nerbo narrativo,la saga dell'Orco Verde con fido Ciuchino al fianco.La tetralogia si conclude con una sorta de "La vita è meravigliosa" al contrario,con Shrek che,afflitto dalle troppe responsabilità come padre di famiglia e sposo placido,rimpiange i giorni selvatici come babau della palude,e si ritrova intrappolato da un maleficio ad opera del nano Tremotino.Il film è un pò meglio del predecessore,accumula meno personaggi di scarsa utilità alla storia,e tutto sommato,da un punto di vista di spettacolo,l'impalcatura regge.Ma si è persa la carica spiritosa delle origini,il mostro si è messo le ciabatte e tutto si risolve in una celebrazione della Famiglia come insuperabile punto d'approdo.Il problema non è questo,ma è nello scarso sugo che sceneggiatori e realizzatori riescono ormai ad ottenere dallo spunto,e nonostante i buoni incassi totalizzati,c'è davvero da sperare che la serie sia arrivata al capolinea definitivamente.Per non sciupare ulteriormente un'idea che fu davvero geniale.

lunedì 27 agosto 2012


UNO CONTRO L'ALTRO,praticamente amici
(I,1981)
DI BRUNO CORBUCCI
Con RENATO POZZETTO,TOMAS MILIAN,Annamaria Rizzoli,Bombolo.
COMMEDIA
L'idea di mettere insieme due beniamini del pubblico che ama i film brillanti viene da lontano,e sono numerosi i tentativi di combinare due nomi di peso al botteghino per tentare la carta del raddoppio di introiti.Ma non sempre la cosa riesce:è questo il caso di "Uno contro l'altro,praticamente amici",che mette insieme Renato Pozzetto e Tomas Milian,il bambascione lombardo ingenuo,timido con le donne e il fijo de na... romano,parolacciaro e sfacciato.Diretto dal solitamente abile Bruno Corbucci,il film non infila una gag riuscita che sia una,aleggia per tutta la durata un senso di stanchezza,di pressapochismo che alla fine ha la sua forte incidenza,e tra Pozzetto e Milian non sembra ci sia un gran feeling.E non perchè sono attori diametralmente opposti,ma proprio perchè non scatta quell'affiatamento,quel darsi la battuta che conta molto in operazioni del genere,ed ognuno fa il suo numero con mestiere e nulla più,ma dona poco alla collaborazione con regista e partner.Una commedia tirata via,senza divertimento nè un minimo di occhio e cura alla confezione.

L'ULTIMA SPIAGGIA (On the beach,USA 1959)
DI STANLEY KRAMER
Con GREGORY PECK,AVA GARDNER,Anthony Perkins,Fred Astaire.
DRAMMATICO
Il pericolo atomico è divenuto inesorabile realtà ne "L'ultima spiaggia" di Stanley Kramer.La Terza Guerra Mondiale,tra americani e sovietici è già avvenuta,non si ha notizie di chi abbia vinto,ma la sostanza è che l'umanità intera ha perso,e sia condannata all'estinzione.Il corso del fallout radioattivo sta lentamente compiendosi,e per chi è sopravvissuto alle bombe è solo questione di tempo,perchè tutto si spenga.Un film ritenuto importante all'epoca della sua uscita,che fa a meno di ogni spettacolarità,di ogni scena che contenga costosi effetti speciali,per narrare l'umanità all'ultimo stadio,quel che ne resta e che tuttavia,testardo,vuole vivere ancora.Perchè c'è chi,rassegnato alla fine,dispensa macabra logica,c'è chi,forse folle,forse inevitabilmente speranzoso,addirittura mette alla luce un bimbo,chi si ostina a non lasciar soffocare un sentimento,e si concede un abbraccio che può essere l'ultimo.Un buon gruppo di attori ,diretti da un regista che ha sempre privilegiato l'impegno civile allo spettacolo,ma che tuttavia ha anche saputo gestire nomi di spicco di Hollywood,dando,tra l'altro,spesso occasione per belle performances.E' scontato che,visto oggi,"L'ultima spiaggia" abbia perso parte della sua potenzialità,perchè siamo consapevoli che la guerra atomica tra USA e URSS non c'è stata,ma ebbe un impatto robusto sull'opinione pubblica internazionale per il coraggio di mostrare un'Apocalisse silenziosa.Con strade deserte,edifici abbandonati,luci spente,come ultime desolate spoglie di tutto.