domenica 8 luglio 2012


DOV'E' LA LIBERTA' ? (I,1952)
DI ROBERTO ROSSELLINI
Con TOTO', Vera Molnar,Franca Faldini,Leopoldo Trieste.
DRAMMATICO
Re del botteghino,soprattutto nelle seconde e terze visioni,Totò ebbe rare occasioni di far cambiare opinione alla critica dell'epoca,che spesso lo bollava come comico di serie B,o sprecato in troppi film (il che poteva anche essere vero,talvolta).Una di queste è stata "Dov'è la libertà",che ebbe vita non semplice a causa dell'ondivaga presenza di Roberto Rossellini,ed infatti,se il finale è attribuito generalmente a Fellini,sembra che alcune scene vennero realizzate da Monicelli.Il film è una malinconica parabola su un ingenuo,che si è macchiato di un "delitto d'onore",che,una volta fuori dal carcere vede tante di quelle brutture,e subisce così tante delusioni,da invocare il ritorno in gattabuia come sua vera e propria dimensione. Totò,vittima di raggiri,bugie,imbrogli e prepotenze,presta la sua maschera sghemba ad un Candido non innocente,ma convinto di aver agito per Giustizia,purtroppo destinato a cocente rammarico per aver buttato via la propria esistenza,senza aver capito con chi ha ed ha avuto a che fare."Dov'è la libertà" è un dramma che si presta ad esser letto come racconto metaforico sulla perdita d'innocenza sia della società,che di un modo di pensare troppo bonario (e anche troppo superficiale,forse?!?),che riserva malinconie e asprezze,senza mai cavalcare scene madri,con le quali sarebbe stato probabilmente più facile suscitare la commozione dello spettatore.Invece la pellicola è gestita con sobrietà,moderazione,e tende ad andare al sodo per disegnare il proprio messaggio sconsolato.Curiosità,come doppiatori di personaggi secondari figurano sia Nino Manfredi che Alberto Sordi.

giovedì 5 luglio 2012


ROSOLINO PATERNO',SOLDATO...
(I/YUG,1970)
DI NANNI LOY
Con NINO MANFREDI, Jason Robards,Martin Landau,Peter Falk.
COMMEDIA

Satira antimilitarista coprodotta tra Italia e Yugoslavia,quando la pratica era assai in voga,tra film storici e avventurosi,"Rosolino Paternò,soldato..." racconta la vicenda  di tre militari americani in incognito che raccolgono un pastore siciliano per farsi aiutare a compiere una missione pericolosa,far saltare un fortino sul mare per sabotare le forze tedesche.Picaresche e complicate,le peripezie dello sparuto gruppo misto si chiuderanno su una beffarda constatazione dell'inutilità sostanziale dei gesti dei fanti e delle glorie comode degli alti graduati.Loy,come spesso gli è successo,era più abile con i momenti drammatici che con l'umorismo,non sempre vivacissimo:il film non è spiacevole,ma non coinvolge,e la cosa che rimane più impressa,nonostante l'ottimo cast assemblato,è il finale amaro.Manfredi,Robards,Landau e Falk,che compare brevemente all'inizio,sono attori stimatissimi e di talento,fanno bella figura,ma alla pellicola difetta il ritmo,e ogni tanto si tende a perdere il filo del discorso.Forse sarebbe stato più adatto come episodio che come film di oltre un'ora e mezza,più valido lo spunto e le considerazioni conclusive che lo svolgimento vero e proprio.


AMERICAN PIE:ANCORA INSIEME
( American Pie:reunion,USA 2012)
DI JOHN HURVITZ.,HAYDEN SCHLOSSBERG
Con  JASON BIGGS,SEANN WILLIAM SCOTT,CHRIS KLEIN,EDDIE KAYE THOMAS.
COMMEDIA

La serie "American Pie" riesce meglio nei numeri dispari,vai a capire perchè:il "brand",come va di moda chiamare oggi un marchio consolidato ha generato anche troppi episodi apocrifi,generati soprattutto per il mercato home video,e effettivamente per il grande schermo ne sono stati prodotti quattro,in successo discendente,come è normale quasi per ogni saga,tranne le migliori.In realtà,benchè i ragazzi pazzerelli e sessodipendenti che dal 1999 suscitano risate a volte più copiose,altre meno,ma senza divenire vero e proprio trash come molti epigoni,ottengano buoni risultati al box-office,tutto sommato,agli interpreti,che dopo il primo film sembravano lanciatissimi,non è riuscito avere vita da star. Soprattutto Jason Biggs,il più duttile,Seann William Scott,la faccia da schiaffi,Chris Klein,il belloccio,e Mena Suvari,la ninfa di "American beauty".E quindi,puntuali,i seguiti,affidati a regie diverse,per continuare il racconto dall'adolescenza ad una presunta "normalità" matura della banda di amici."American Pie:Ancora insieme" non ha raccolto i risultati sperati,probabilmente lo spunto è un pò logoro,e forse è la logica delle serie che ripetute senza dar grandi risvolti alle vite dei personaggi non trovano l'interesse del pubblico a livelli alti. Il film suscita qualche risata convinta,più spesso tende a ripetersi con un pò troppa fiducia in gag ormai riconosciute come cavalli di battaglia,e soffre,soprattutto nel finale,nel diventare un pò eccessivamente autoreferenziale,con diverse strizzate d'occhio al pubblico di aficionados,concludendosi con un happy end piuttosto imborghesito e bolso.Tra gli attori c'è un  buon affiatamento,latita la regia,anche se sono in due a condurla,probabilmente per Jim,Stifler & co. è bene chiuderla qui.

martedì 26 giugno 2012


LE PALUDI DELLA MORTE (Texas Killing Fields,USA 2011)
DI AMI CANAAN MANN
Con SAM WORTHINGTON,JEFFREY DEAN MORGAN,Jessica Chastain,Chloe Moretz.
THRILLER
Pare che lo spunto venga da fatti realmente accaduti,e "Le paludi della morte",opera seconda della figlia di un grandissimo del cinema d'azione e non solo degli ultimi trent'anni quale Michael Mann,Amy Canaan Mann.Due poliziotti dissimili per metodo e carattere,ma anche reazione di fronte agli orrori con cui vengono a contatto,un'indagine faticosa e contrastata su alcuni omicidi di donne nel profondo Sud,dove caldo,razzismo e violenza sia domestica che urbana non latitano:forse le fin troppe analogie dei due personaggi principali con il personaggio di "L.A.Confidential" interpretato da Russell Crowe,Bud White,scisso in entrambi i caratteri,è il freno tirato che un pò guasta questo thriller,che tuttavia presenta motivi di interesse.Con squarci di inquadrature liriche,ampi spazi per l'occhio,qualche incertezza di troppo nello sciogliere il plot,ed una spiegazione biforcata che diviene non chiarissima nel lasciare in sospeso una delle due derivazioni del nodo centrale del racconto,"Le paludi della morte" si avvale di un buon confronto attoriale tra Sam Worthington e Jeffrey Dean Morgan,con una resa dei conti non scontatissima,la presentazione di un ambiente degradato in cui la violenza è mezzo di comunicazione e regola inscindibile del vivere.La Mann sembra avere dei numeri,forse con una sceneggiatura più solida o meno dispersiva sarebbe più a suo agio.

lunedì 25 giugno 2012


L'ORRIBILE SEGRETO DEL DR.HICHCOCK
( I,1962)
DI RICCARDO FREDA
Con ROBERT FLEMYNG,BARBARA STEELE, Maria Teresa Vianello,Silvano Tranquilli.
HORROR
Classico della programmazione notturna televisiva da anni,"L'orribile segreto del dottor Hichcock" è uno dei film più celebri di Riccardo Freda,per l'occasione ribattezzato Robert Hampton,com'era uso per il cinema di genere negli anni 60:la citazione per il maestro britannico del brivido,nel titolo e nel nome del personaggio principale,un medico che in pieno Ottocento coltiva una poco sana passione necrofila,e ha scoperto un ritrovato che induce al limite di una morte apparente,e con questo fa strani giochi con la moglie,ma per errore ne somministra troppo,uccidendola.Da quel momento,l'uomo coltiva un atteggiamento chiuso e misterioso,e forse può essere anche pericoloso.In una chiave narrativa che può ricordare le atmosfere horror-erotiche di molte pubblicazioni a fumetti per adulti di poco successive,il film non è fatto male,è ben recitato sia dal protagonista Robert Flemyng,attore non di primissima categoria e fama,che dalla diva del cinema d'orrore Barbara Steele,e se non paura,è comprensibile che potesse suscitare qualche inquietudine al tempo della sua uscita.Il suo maggior limite sono i non pochi buchi di sceneggiatura,come nel finale ed in altri passaggi narrativi che lasciano il racconto qua e là nebuloso,troppo ellittico e lasciato a se stesso.Piuttosto audaci per l'epoca in cui venne concepito e realizzato le scene con implicazioni erotiche,con il dottore che indugia sul corpo della moglie in stato di morte apparente,giocato molto su musiche e inquadrature ,forse anche per sopperire ad un budget limitato.Risultato a metà strada tra il riuscito e l'approssimativo,ma a Freda il talento non mancava.

lunedì 18 giugno 2012


I DUE VOLTI DELLA VENDETTA ( One-eyed Jacks,USA 1961)
DI MARLON BRANDO
Con MARLON BRANDO,KARL MALDEN, Pina Pellicer,Ben Johnson.
WESTERN
Peccato che Stanley Kubrick,dopo aver preso parte alla fase iniziale del progetto,si sia allontanato,o lo sia stato dalla star protagonista,perchè il western kubrickiano sarebbe stato interessante."I due volti della vendetta" è,come risaputo,l'unica regia di Marlon Brando,che coinvolse Karl Malden come nemesi del proprio personaggio,facendolo diventare un vero e proprio coprotagonista:"One-eyed jacks" (nelle carte francesi lo sono il fante di cuori e di picche,lasciano vedere solo un lato di sè) è un western bizzarro,con l'oceano spesso sullo sfondo,e si narra che Brando passò ore ad aspettare la giusta agitazione marina per far da cornice all'importante scena ove Rio confessa alla figliastra del suo ex-amico che non le ha raccontato molto di vero,e conferire alla sequenza la giusta drammaticità.Le sparatorie,considerata anche la lunghezza del lungometraggio,sono ridotte al minimo,i confronti tra personaggi prendono maggiormente campo,la leggendaria furia cui si lasciano andare i personaggi di Marlon esplode un paio di volte,come sempre in maniera fragorosa:non velocissimo,ma affascinante,attento ad esplorare ogni rapporto tra i caratteri,disegna un cattivo difficile da dimenticare,il vile bandito   divenuto sceriffo di Malden è reso splendidamente dal bravissimo attore,vedi la scena in cui frusta l'antico compagno di scorribande,e gli si dipinge sul volto un'espressione di sadico trionfo.Il tema della vendetta fa posto alla difficoltà di definizione dei rapporti umani quando sono profondi e segnano l'esistenza,il film era lungo,nelle intenzioni del protagonista e regista,quasi cinque ore,con un finale molto più amaro,si avverte qualche cambio in corsa,ma tuttavia il film si fa apprezzare e gustare pienamente.

IN VIAGGIO CON UNA ROCKSTAR
(Get him to the Greek.USA 2010)
DI NICHOLAS STOLLER
Con JONAH HILL,RUSSELL BRAND, Rose Byrne,Colm Meaney.
COMMEDIA
Considerato il nuovo guru delle commedie americane giovanili e sboccate,Judd Apatow scrive,produce,dirige una schiera di comici sulla trentina,con un umorismo che si vorrebbe imparentato con lo stile dissacrante del "National Lampoon's" di John Landis & C.:ma,pur trovando dei limiti pure a quel fenomeno che a fine anni Settanta colse il cinema americano,questa comicità spesso a base di cessi,dileggi sessuali e situazioni oltre l'imbarazzante appare molto fine a se stessa,vuota,e onestamente non così divertente come qualcuno si ostina a voler trovare,nella nostra stampa di settore.A livello commerciale,i risultati ottenuti da queste commedie fuori dagli States sono poca cosa,ma è una fase abbastanza consolidata,essendo ormai da qualche anno in auge nei cinema americani.Qua c'è il rotondo Jonah Hill che si ritrova a dover gestire un divo rock in declino,con tutti gli eccessi e le esagerazioni del caso,per riportarlo ad un'esibizione che lo rilanci.Non originalissima,la storia potrebbe anche reggere,Hill ha comunque qualche buon momento attoriale,ma il film,lungo oltre misura,scarso nel ritmo e avvezzo a sprecare ogni potenziale occasione comica,si perde in un accumulo di volgarità più fastidiose che buffe,come un rampollo viziato che si appassiona al turpiloquio più per provocare che per divertire,più per esaltarsi narcisisticamente che per natura.L'Apatow.-touch,se mai esistesse,rischia di bruciarsi in un'immaturità sempiterna,e non fare mai il salto di qualità,benchè,paradossalmente,gli spunti spesso siano giusti:è lo sviluppo che manca...