lunedì 11 febbraio 2013

TOTO' E CAROLINA (I,1955)
DI MARIO MONICELLI
Con TOTO',ANNA MARIA FERRERO,Arnoldo Foà,Maurizio Arena.
COMMEDIA
Fu uno dei film di Totò che conobbe più problemi di visibilità,dato che la censura dette problemi,vennero fuori polemiche,e i manifestanti con le bandiere rosse divengono dei festosi gitanti,salvo poi correggere l'opera non molti anni fa:Mario Monicelli,memore del neorealismo appena alle spalle,diresse con meno cattiveria del solito,ma il medesimo coraggio intellettuale,una storia che parla di carabinieri magari bislacchi,magari un pò frescone,ma di buon cuore,di retate di prostitute,un accenno a personalità che rimangono coinvolti nell'adescamento delle donnine sui viali,e una ragazza incinta e sola cui si rivolge un minimo di compassione,in barba a moralismi ottusi e bigotti.Da un soggetto di Ennio Flaiano,una commedia amarognola,ma in fondo gradevole,che vede una graziosa Anna Maria Ferrero come vera rivelazione della pellicola,mentre Totò qui appare un pò sottotono,con un'interpretazione monocorde,forse troppo frenato da un copione che probabilmente gli consentiva meno "variazioni sul tema" possibile.Tuttavia,una commedia avanti sui tempi per tematiche e approccio alle stesse.
BAD TEACHER-Una cattiva maestra (Bad teacher,USA 2011)
DI JAKE KASDAN
Con CAMERON DIAZ,Jason Segel,Justin Timberlake,Lucy Punch.
COMMEDIA
La commedia tendente allo sboccato è un genere in cui Cameron Diaz,bellezza atletica e vitaminica si è sempre trovata a proprio agio,alcuni dei suoi film più conosciuti sono tali,vedi "Tutti pazzi per Mary","La cosa più dolce".Qua interpreta Elizabeth,un'insegnante in una scuola che sembra edificata a Disneyland,in cui ognuno ha un ruolo,si vorrebbe far credere che ogni cosa si svolga in una pacioccosità contagiosa:la bionda professoressa,in realtà,è una stronza maiuscola,sta con un tipo di buona famiglia che vuole impalmare per smettere di lavorare e concedersi lussuosi capricci,non ha feeling con gli alunni,e tende a sfoderare un cinismo senza veli in ogni situazione.Messa in condizione di doversi rimboccare le maniche,la protagonista,pur non primeggiando in bontà d'animo,risulterà meno peggio di altre persone considerate esempi nella comunità della scuola."Bad teacher",diretto da Jake Kasdan,arrivato al quinto film da regista,dimostra che buon sangue non mente:su una sceneggiatura meno sgangherata di quanto si potesse pensare,il figlio di Lawrence imbastisce una commedia divertente,spigliata,che offre qualche buona occasione di divertimento,senza lesinare tocchi d'umorismo grasso,ma brillando per caratterizzazione dei personaggi e scioltezza dei dialoghi.In più,a cominciare da Cameron Diaz,in piena maturità interpretativa come attrice brilante,gli attori in scena onorano la definizione dei caratteri con proprietà e abilità.Presentando una "bad ex-girl" come la protagonista di "Young adult",il film non racconta una conversione alla bontà di una donna meno superficiale di quanto voglia essere,ma descrive la futile vacuità di come viene presentata una certa provincia americana in cui tutti fanno finta di voler bene a tutti,in realtà inseguendo ognuno i propri obiettivi,senza darlo a vedere.Costato venti milioni di dollari,ha incassato cinque volte tanto,ed è una delle commedie più redditizie degli ultimi anni.
VITA DI PI (Life of Pi,USA 2012)
DI ANG LEE
Con SURAI SHARMA, Irrfan Kahn,Rafe Spall,Gerard Depardieu.
DRAMMATICO
Pare che molti abbiano ritenuto quasi impossibile girare un film dal premiato libro "Vita di Pi",venduto assai in tutto il mondo,opera di Yann Martel,uno scrittore canadese.Ci ha voluto provare Ang Lee,che tra alti e bassi,flop e inaspettati successi,si è dimostrato un autore capace comunque di riuscire a gestire lungometraggi non alla portata di tutti:in effetti,una pellicola quasi del tutto riguardante un ragazzo sopravvissuto ad un naufragio,una scialuppa e una tigre sopra,non è detto che allettasse il pubblico.Invece la versione filmica del best.-seller sta ottenendo un buon successo,ha avuto candidature agli Oscar prossimi venturi,ed è stato tutto sommato ben accolto da parte dei recensori.C'era il rischio che,come molti racconti di crescita si sconfinasse in melensaggini o forzature disneyane vecchio stampo,con animali dal comportamento umano e via dicendo,ma il film,che vede un naufragio terribilmente spettacolare poco dopo l'inizio,mostra la crudeltà e il sublime della natura,una tigre che diviene appunto una metafora della stessa,salvatrice e pericolosa,imprevedibile e capace di legare a sè un essere umano.Il meglio del film,infatti,sta nel racconto della sopravvivenza del ragazzo e del felino,alleati per forza e in maniera non scontata,e peccato che ci sia un finale un pò tirato per le lunghe,che smorza parte del pathos che Lee e la sceneggiatura sono riusciti a creare fino a quel punto.Su una barca,in mezzo ad una distesa d'acqua senza fine,ogni espediente porta uno scampolo di vita cui aggrapparsi,e in un'opera tutta incentrata sulla forza della speranza,e sulla capacità di adattamento ai capovolgimenti di sorte che possono accadere,pure un brano fantastico come tutta la parte dell'isola galleggiante riesce a far parte dell'allegoria senza apparire di troppo.Notevole il lavoro degli effetti speciali,con l'apice nella spettacolosa scena dell'emersione della balena,per impatto una delle sequenze dell'anno.

venerdì 8 febbraio 2013

LES MISERABLES (Les Misérables,GB 2012)
DI TOM HOOPER
Con HUGH JACKMAN,RUSSELL CROWE,Amanda Seyfried,Anne Hathaway.
Per questa edizione la Academy ha puntato su due colossi a sfondo storico e una pellicola sempre con la Storia,anche recentissima,alle spalle(ma non sono escluse sorprese,si sa):"Lincoln" e "Les misérables" con ampio numero di nominations se la giocheranno con "Zero Dark Thirty",lavoro di Kathrin Bidgelow sulla caccia a Osama Bin Laden.La trasposizione del musical tratto,a sua volta,dal capolavoro di Victor Hugo,dopo aver mietuto applausi e consensi per anni dalle platee internazionali,arriva diretta dal Tom Hooper vincitore dell'Oscar due anni or sono per "Il discorso del re",e interpretato da Hugh Jackman nel ruolo sofferto di Jean Valjean,Russell Crowe in quello dell'accanito ispettore Javert:magniloquente nelle scenografie,la ricostruzione di costumi e sfondi è imponente,e di Hooper va detto che ha un gran senso scenico,uno stile di inquadratura geometrico e sontuoso,già evidenziato nel suo lavoro precedente.E' stata scelta una chiave tutta cantata,salvo qualche scampolo di dialogo,qualche frase in mezzo alle arie,con un approccio che tende all'opera:in questo senso,Jackman,pur con uno stile all'antica,ha la meglio sul volenteroso ma meno dotato di estensione vocale Crowe.Dal punto di vista recitativo,tra le due star australiane,più ampie le possibilità,dal furente all'afflitto,dal nobile all'impietosito per il primo,più irrigidito il secondo (ma è anche il ruolo che lo richiede),mentre le attrici scelte onorano la parte affidata con uno spiccato coinvolgimento che ne esalta la bravura canora,dalla Hathaway alla Seyfried,senza dimenticare Samantha Barks e Helena Bonham-Carter (gustoso il numero della locanda con Sacha Baron-Cohen su "Master of the house").Nel complesso lo spettacolo c'è,anche se Hooper,alle prese con un testo ricco di impeto non sempre riesce a coinvolgere a livello emotivo lo spettatore,e sì che racconta una vicenda ricca di dramma e pathos,di emozione e passioni.E in un racconto in cui la nobiltà d'animo può sorgere in chiunque (Javert che ha gli occhi lucidi di fronte al cadaverino di Gavroche),e la grettezza vista come Male assoluto che fa lasciare soli gli insorti,e alla deriva chi viene considerato il più sventurato delle comunità,dare peso ai minuti di presenza effettiva a Anne Hathaway per valutare o meno se è giusta la sua candidatura a un premio sa di altrettanto gretto.Nella sua prova,l'attrice dà un esempio di adesione al ruolo da manuale,coraggiosa e ammirevole:e quando intona "I dreamed a dream".e muove lo spettatore alla compassione per una creatura vinta dalla miseria,dall'ignoranza e dalla cattiveria,stritolata dai meccanismi di una società iniqua, l'opera vola,stringe allo stomaco e induce ad una commozione sincera,senza ritegno,che vale la visione dell'intero film.

giovedì 7 febbraio 2013

THE CONTRACT (The contract,D/USA 2006)
DI BRUCE BERESFORD
Con JOHN CUSACK,MORGAN FREEMAN, Jamie Anderson,Alice Krige.
THRILLER
Lo spunto non è originalissimo,un fuggitivo dall'anima poco linda costretto a legarsi all'uomo che lo porta verso il carcere,ma con complicazioni pericolosissime per entrambi,stretti tra due fuochi,quello "amico" dei complici del furfante,e quello degli uomini della legge.Girato in Bulgaria per gli esterni,per risparmiare sui costi,"The contract" è un thriller diretto con professionalità ma senza nerbo da Bruce Beresford,che è un regista onesto ma senza una personalità rimarchevole,che mette a confronto due attori pregevoli quali John Cusack e Morgan Freeman,altrove ottimi,ma qui evidentemente non combinati in maniera splendida.Il primo è vistosamente spaesato nel ruolo di colui che ha la pistola dalla parte dell'impugnatura,l'altro,pur scafatissimo,viaggia verso una sorta di redenzione finale di scarsissima credibilità.Di stampo televisivo,tutto sommato,è nella sostanza una pellicola decorosa,che si lascia vedere con un'ampia dose di prevedibilità,e vale quanto un telefilm ben fatto,ma che è un prodotto fatto in serie.
LOOPER-In fuga dal passato (Looper,USA 2012)
DI RIAN JOHNSON
Con JOSEPH GORDON-LEVITT,BRUCE WILLIS, Emily Blunt,Jeff Daniels.
FANTASCIENZA/AZIONE
Un pò nello stile di "Terminator",si arriva dal futuro,in un riavvolgimento di tempo che è bloccato sui trent'anni,ma con un ritmo meno martellante:"Looper" è una storia a incastri,che amalgama due killer,che risultano essere la medesima persona,uno giovane e l'altro nella versione invecchiata,i quali dovrebbero assassinarsi a vicenda,anche perchè il killer maturo ha un piano per cambiare le cose nel futuro,e per fare questo vuole uccidere un bambino destinato a un ruolo crudele:su una tematica vecchia di diversi anni ("se aveste avuto la possibilità di avere a che fare con Hitler bambino,cosa avreste fatto?"),il regista Rian Johnson imbastisce un thriller futuristico che cerca di non andare sopra le righe,con qualche buona intuizione (il campo di grano che diventa barriera e rifugio),alcuni momenti farraginosi,in cui l'intreccio non sempre scorre fluidamente,e un finale in cui viene presa una decisione,e comunque non è dato sapere quale problema viene risolto in maniera esaustiva.Lasciando allo spettatore il modo di lasciare la visione non del tutto risollevato.Il confronto tra Gordon-Levitt e Willis è a vantaggio del secondo,che non deve imitare l'altro,e non è truccato,anche se il giovane attore è uno dei nuovi favoriti a Hollywood,con dei meriti;nel film abbondano partecipazioni di volti conosciuti,con un Jeff Daniels insolitamente nelle vesti di un cattivo,recitato con sapiente misunderstatement.Senza arrivare a innovazioni particolari,"Looper" è un discreto intrattenimento,che non arriva a incidere più di tanto nella memoria dell'appassionato di fantascienza,girato bene,con squarci imponenti di cielo,e un buon uso dell'inquadratura,ma se l'intenzione era fare un nuovo classico della Science Fiction,siamo abbastanza distanti dall'obiettivo.

lunedì 4 febbraio 2013

LAWLESS ( Lawless,USA 2012)
DI JOHN HILLCOAT
Con SHIA LABOEUF,TOM HARDY,Guy Pearce,Jessica Chastain.
DRAMMATICO
Discendente dai fratelli Bondurant,di cui narra le gesta nel romanzo "The wettest County in the world",Matt Bondurant ha scritto il suo libro basandosi sui racconti tramandati in famiglia e sulle pubblicazioni di quotidiani dell'epoca nell'era del Proibizionismo:ma stavolta di scena non sono le grandi città e i gangsters che vi dettavano le regole della mala,come Chicago o New York,ma la campagna ove l'alcool veniva prodotto.Girando l'ottica dalla parte opposta a "Gli intoccabili",qua i cattivi sono i poliziotti che usano una violenza senza limiti di crudeltà e applicazione,e i buoni sono coloro che producono illegalmente whisky e altro,scontrandosi con i capoccia delle istituzioni in una lotta all'ultimo sangue,che dopo molti morti e atti di ferocia,troverà risoluzione in un confronto sanguinoso su un ponte coperto in legno.Venuto da un lungometraggio che adattava un libro di culto come "The road",John Hillcoat imbastisce un crime-movie che guarda a titoli come "America 1929:uccideteli senza pietà" di Scorsese e "Gang" di Altman come riferimenti veri e propri,ricollegandosi a questi film dei primi anni Settanta anche per l'illustrazione della truculenza con cui la Legge combatteva il crimine,spesso superando i malavitosi per cattiveria e piglio devastante.Scritto da Nick Cave,e si vede, per gli attacchi musicali che irrompono in maniera azzeccata in scene e frangenti,fotografato in maniera eccellente da Benoit Delhomme,"Lawless" ci dà dentro in sanguinarietà,non sempre trovando il tono giusto della narrazione,con qualche lentezza,sprecando Gary Oldman in un ruolo troppo breve,che dà una lezione di misura ad un Guy Pearce che dà una caratterizzazione esagerata al suo sbirro sadico e grottesco;se Shia Laboeuf,che ha dichiarato recentemente di volersi dedicare meno ai blockbusters con cui è emerso e maggiormente al cinema d'autore,dà una buona prova,e Tom Hardy,rappresentando una specie di Golem country,che sopravvive a ferite impressionanti,appare anche troppo trattenuto,la migliore in scena,tra tanto testosterone,è la lanciatissima Jessica Chastain,rossa sensuale e raffinata,che fornisce un'interpretazione sentita in un ruolo apparentemente secondario.